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Aiutiamo l'associazione
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 Chi volesse sostenere l'associazione può effettuare un versamento volontario a titolo di elargizione liberale. CODICE IBAN IT 49 Y 01030 16800 000003796951
Monte dei Paschi di Siena, Filiale di ENNA.
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 | | Convegno
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Il 16 Dicembre 2006 si è tenuto il CONVEGNO sull'informazione della
SINDROME DI Prader Willi destinato a pediatri, medici di base,
organizzato dalla sezione SICILIA, dal Presidente Luigi Parisi insieme
ai medici dell'IRCCS-ASSOCIAZIONE OASI MARIA SS di TROINA.
Obiettivi
della giornata sono stati l'update delle conoscenze sulla sindrome e
l'informazione a medici, psicologi, su come è oggi possibile seguire
una persona affetta dalla sindrome. L'evento è stato seguito da molti
medici.
Il corso ha messo a confronto diversi professionisti: il
genetista, il pediatra, l'endocrinologo, il neurologo, lo psicologo
sottolineando l'importanza del loro lavoro integrato per l'adeguato
benessere psicofisico di queste persone.
Il dott. CORRADO ROMANO (genetista) ha parlato della genetica e le caratteristiche cliniche.
Ha
spiegato che la malattia genetica è causata dalla mancanza del
contributo paterno alla regione q11-q13 del cromosoma 15 e che colpisce
in egual misura entrambi i sessi. Alcuni studi hanno definito
l'epidemiologia in Belgio di 1:26.676 e in Australia 1:25.000.
La mancanza del contributo paterno avviene per: - delezione, circa il 70% dei casi e manca il segmento cromosomico; - disomia uniparentale materna, circa il 28% dei casi, entrambi i segmenti cromosomici sono di origine materna; - mutazione dell'imprinting center, circa l'1-2% dei casi; - traslocazione, circa l'1% dei casi.
I criteri clinici sufficienti a sottoporre a diagnostica molecolare per la Sindrome di Prader-Willi sono: - 0-2 anni Ipotonia con suzione debole - 2-6 anni Ritardo globale di sviluppo mentale - 6-12 anni Iperfagia ossessiva con obesità centrale se non controllata - 13 anni Ipogonadismo ipotalamico e/o comportamento tipico
L'iter diagnostico in caso di sospetta sindrome di prader willi è: - Diagnosi molecolare con il test di metilazione - Analisi MLPA - Analisi microsatelliti STR
Il rischio di ricorrenza è: - Delezione o disomia uniparentale materna è 1% - Anomalie cromosomiche complesse e Traslocazioni fino al 25% - Mutazioni dell'Imprinting center fino al 50%
Il
quadro clinico è spesso incompleto nei primi anni di vita ed alcuni dei
segni caratteristici si manifestano negli anni successivi. Ogni diversa epoca dello sviluppo si caratterizza per problematiche differenti.
Nel fase prenatale vi sono ridotti movimenti fetali. Nel fase perinatale si presentano: - Timing del parto anomalo - Presentazione cefalica solo nel 19% dei casi - Percentuale di neonati asfittici 8 volte maggiore della popolazione generale - Disturbi della termoregolazione - Ipotermia
Gli interventi medici perinatalI sono: • Taglio cesareo in caso di presentazione anomala • Manovre rianimatorie e ventilazione assistita in caso dii asfissia • Incubatrice in caso di disturbi della termoregolazione • Gavage in caso di invalidità della suzione
Nella prima infanzia l'ipotonia comincia a migliorare già dopo gli 8 mesi. Progressivamente si evidenziano i tratti somatici caratteristici.
Nella
seconda infanzia vi è un aumento incontrollato dell'appetito, ridotto
senso di sazietà, furto del cibo, obesità elevata, bassa statura,
ritardo mentale. Successivamente turbe del carattere e del
comportamento, saliva densa e vischiosa associata a carie dentarie,
Skin picking e anomalie oculari.
Gli interventi medici da fare nella 1° e nella 2° infanzia sono: l'abilitazione,
dieta, attività motoria, sorveglianza del comportamento alimentare,
cure odontoiatriche, terapia farmacologica, correzione ottica con lenti
e terapia ortottica, esercizi di allineamento posturale, terapia con GH.
Nella terza infanzia vi sono: • Complicanze dell’’obesità – Respiratorie e cardiovascolari – NIDDM – Dislipidemia • Scoliosi e cifosi • Acromicria
La pubertà è ritardata o assente, vi è ridotto spurt puberale e casi rari di pubertà precoce. Nell'adolescenza
e nell'età adulta ci sono problemi comportamentali e psicologici,
labilità emotiva, NIDDM, malattie cardiovascolari osteoporosi, disturbi del sonno (ipersonnia, apnee centrali od ostruttive).
Gli interventi medici nell'adolescenza e nell'età adulta sono: • Trattamento ormonale sostitutivo • Trattamento psicofarmacologico • Dieta e management alimentare
Intervento psicologico sarà per tutti i pazienti il: – Follow-up psicologico – Counselling per i genitori – Supervisione e coordinamento di insegnanti, educatori, riabilitatori
Invece per i bambini dai 2 ai 12 anni: – Gruppo di formazione per i genitori – Gruppo di attività corporea e sensoriale
Per gli adolescenti: – Gruppo di formazione per i genitori – Gruppo di attività musicale e corporea – Attività individuale, per socializzazione e svago con volontari
La
Dott. DONATELLA GRECO (pediatra) ha descritto l'importanza della
densitometria nella valutazione della composizione corporea dei
soggetti con la sindrome Prader Willi. Diversi studi sulla
Composizione Corporea hanno dimostrato che il pattern dell'adiposità
nei soggetti SPW è anomalo rispetto a controlli obesi non SPW.
Lo
scopo dello studio è Valutare la composizione corporea nei nostri
pazienti SPW al fine di caratterizzarne meglio lo stato di nutrizione e
acquisire dati necessari per la programmazione di uno studio
longitudinale per il monitoraggio dell’efficacia della terapia
dietetica ed ormonale nei pazienti SPW.
La DEXA (Densitometria a
raggi x a doppia energia) è una metodica di scelta in età pediatrica
per acquisire dati necessari per il monitoraggio dell'efficacia della
terapia dietetica ed ormonale nei pazienti SPW. Consente di misurare la MASSA GRASSA,la MASSA MAGRA,e l'OSSO (il calcio contenuto nell'osso).
Gli effetti della terapia con il GH sono: - Riduzione della MASSA GRASSA - Incremento della massa magra - Incremento del QI totale e in particolare del QI VERBALE - Miglioramento delle abilità adattive - Riduzione delle problematiche comportamentali
La Dott. LETIZIA RAGUSA (endocrinologa) ha descritto L'obesità e le sue complicanze. L'obesità nella sindrome d Prader Willi è assente nei primi due anni di vita, nel 94-100% dei casi compare dopo i due-tre anni.
I Bambini e gli Adolescenti Obesi presentano disturbi clinici minori legati all’Obesità rispetto all’Adulto. L’Obesità Pediatrica presenta un’elevata persistenza in età Adulta L’Obesità comporta numerose alterazioni endocrine secondarie che possono regredire fino a scomparire quando il peso si riduce.
Le alterazioni endocrine legate all’Obesità: - Iperinsulinismo e Insulinoresistenza, ridotta tolleranza glucidica e diabete Mellito di tipo 2 - Ridotta secrezione di GH basale e dopo stimolo - Adrenarca e Menarca precoce, Irsutismo, Ipogonadismo, Ipercortisolismo, PCO, Infertilità.
I
soggetti che vanno incontro a cali ponderali repentini e successivi
recuperi “Fenomeno Yo-Yo”, mostrano una mortalità più elevata, mettendo
in dubbio i vantaggi della riduzione dell’eccesso ponderale, in termini
di mortalità e morbilità.
L'obesità nella Sindrome di Prader-Willi (SPW) è assente nei primi due anni di vita. Nel 94-100% dei casi compare dopo i due-tre anni di vita. In
età pediatrica l'eccesso di tessuto adiposo ha una localizzazione
prevalentemente nell'addome, natiche e cosce. Nell'adulto invece
riguarda il tronco e gli arti. E' presente una riduzione della massa
magra ed un aumento della massa grassa. L'iperfagia è dovuta alla ridotta sensazione di sazietà con conseguente aumentato senso di fame.
Gli elementi che contribuiscono all'insorgenza dell'obesità nella SPW sono: - Ridotto dispendio energetico - Ridotta massa muscolare - Inattività - Aumento dell'introito alimentare
Studi eseguiti negli ultimi anni: La LEPTINA nella SPW è ridotta, l'Ipotalamo non sente tale ormone e quindi non riduce l'appetito.
La GHRELINA è elevata e potrebbe essere responsabile dell'iperfagia. I livelli di GHRELINA si modificano dopo intervento di by-pass gastrico. Il POLIPEPTIDE PANCREATICO (PP) e il PEPTIDE (YY) sono ridotti mentre la COLECISTOCHININA è normale.
Le complicanze legate all’Obesità nei soggetti con SPW: 1. Cardiocircolatorie, nell'adulto vi può essere la dilatazione del ventricolo destro
(31%),l'Ipertensione polmonare (23%), l'ispessimento del setto
interventricolare (15%), e la riduzione della frazione di eiezione del
ventricolosinistro (15%). 2. Respiratorie in età Pediatrica vi è una
riduzione della massa muscolare, del tono e della forza muscolare,
suscettibilità alle infezioni, ristrettezza delle vie aeree, riduzione
della sensibilità dei chemiorecettori all’ipossia e all’ipercapnia. Le
manifestazioni cliniche della disfunzione respiratoria sono il
russamento e la sonnolenza diurna e le apnee notturne che possono essere ostruttive e centrali. 3.
Metaboliche, risulta alterato il Metabolismo Glicidico dopo i 15 anni
nel 7-40% dei casi. Frequente la Ridotta Tolleranza ai Carboidrati e
Diabete Mellito di tipo 2, raro il Diabete Mellito di tipo 1. E’ presente Ipoinsulinismo, aumento della Insulino-sensibilità, e una diminuzione della secrezione delle beta cellule. 4.
Ortopediche, le complicanze in età Pediatrica sono scoliosi, cifosi,
diplasia dell’anca, instabilità femororotulea, piede piatto, ginocchio
valgo, varismo tibiale, osteoporosi, piede torto, dismetria degli arti,
epifisiolisi dell’anca. Invece nell’adulto Sindrome del Tunnel Carpale con sofferenza del nervo mediano.
La terapia per l'obesità è: - Terapia dietetica comportamentale - Terapia farmacologica - Terapia chirurgica Bariatrica
Terapia farmacologica: il TOPIRAMATO Il
TOPIRAMATO è UN FARMACO ANTIEPILETTICO. Nei soggetti obesi con disturbo
del comportamento alimentare riduce l'appetito, stabilizza l'umore e
determina una riduzione del peso dopo 15-18 mesi ed è dose dipendente. Nella SPW ha dato risultati per quanto concrerne l'autoaggressività SKIN-PICKING (non da' risultato nel peso).
Terapia Chirurgica Bariatrica Viene ad essere indicata nei pazienti con un BMI pari o superiore ai 40 Kg/m2. Nei soggetti con SPW sono stati eseguiti i seguenti interventi: Vagotomia, Bendaggio Gastrico, Diversione Bilio-Pancreatica, by-pass gastrico.
L'intervento
della Dott. MANUELA CARUSO dell'Università di Catania ha parlato
dell'importanza del GH sul Metabolismo Glucidico, Lipidico-Protidico. Si
ha un effetto positivo sul tessuto muscolare, migliorando l'ipotonia.
Migliora la ventilazione alveolare, l'agilità fisica,la funzionalità
respiratoria, la densità minerale ossea. Bisogna iniziare
precocemente la terapia, nei primi 2 anni di età, per evitare l'aumento
della massa grassa e il miglioramento statuale si prolunga nel tempo. Comunque bisogna seguire una dieta e un'attività fisica.
La Dott. S. BUONO (psicologa) ha parlato dei Problemi psicologici. Nella sua complessità la SPW ha:
• Aspetti biologici • Aspetti cognitivi • Aspetti comportamentali • Aspetti emotivi
E' un disturbo multistadiale con:
1° FASE IPOTONICA (periodo neonatale e prima infanzia)
- pianto debole - ipotermia - ipogenitalismo - scarso riflesso di suzione (alimentazione per gavage) In questa fase i bambini sono descritti come sereni e socievoli.
2° FASE IPERFAGICA (tra 1-2 anni)
- appetito vorace - insorgenza precoce dell'obesità - inattività fisica - ridotta sensibilità al dolore - termoregolazione disturbata - ritardo psicomotorio - difficoltà dell'articolazione della parola - disturbi cognitivi -
insorgenza delle caratteristiche comportamentali disadattive (TEMPER
TANTRUMS, AUTOLESIONISMO,COMPORTAMENTO SOCIALE INAPPROPRIATO) - depressione, ansia,sintomi ossessivo-compulsivi
3° FASE ADOLESCENZIALE E DELL'ETA' ADULTA - problemi di salute secondari all'obesità - tendenza all'isolamento, apatia, astenia - insorgenza di problemi psichiatrici (10%)
LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE COGNITIVE
- disabilità intellettive (da lievi a gravi) - difficoltà di linguaggio
DISTRIBUZIONE PER GRADI DI RITARDO - 40% R.M. lieve (QI 51-70) - 33% R.M. medio (QI 35-50) - 5% R.M. grave (QI < 35) - 20% Funzionamento Intellettivo Limite (QI 71-89) - 2% Intelligenza nella media (QI 90-109)
PROFILO COGNITIVO Difficoltà di apprendimento in diverse aree: - deficit sequenziali pianificazione - visuo-percettiva, visuo-motoria - difficoltà nelle nozioni temporali - difficoltà di linguaggio - memoria di lavoro - capacità di risolvere problemi, rigidità di pensiero - difficoltà di astrazione e di ragionamento deduttivo
I
soggetti UPD (disomia uniparentale materna) hanno un QI verbale
significativamente più alto rispetto a quelli con la delezione paterna,
invece il QI di performance non ha differenza nei due gruppi.
Le
difficoltà di linguaggio sono nell'incapacità ad articolare le parole,
una non corretta produzione di suoni e problemi di fonazione. Tali
deficit possono essere causati da: debolezza muscolare, difficoltà
audio-motorie, conformazione della bocca (palato stretto e alto, mento
recesso che impedisce la chiusura della bocca)
L'obesità è vissuta con estrema drammaticità, tenderanno ad isolarsi e soffriranno di frustazione e depressione.
Il
comportamento si modifica con l'età: dai 3 ai 5 anni diventano
significative le prime alterazioni della sfera comportamentale e
dall'emotività.
DUE MODELLI COMPORTAMENTALI PRESENTI NELL’INFANZIA E POSSIBILE CORRELAZIONE CON DISTURBI PSICHIATRICI IN ETA’ ADOLESCENZIALE ED ETA’ ADULTA
1. “ATTIVI ED ESTROVERSI” (temper tantrums, scarsa tolleranza alle frustrazioni, ostinazione, meticolosità, forte adesione ai rituali e resistenza ai cambiamenti di routine) sarà alto il rischio di problemi psicotici 2.
“PASSIVI ED INTROVERSI” (passività, astenia, comportamento di chiusura,
scarso contatto oculare) sarà alto il rischio di sviluppare un disturbo bipolare aspecifico.
IL
DISAGIO EMOTIVO è dovuto all'ipercontrollo genitoriale per quanto
riguarda l'alimentazione, all'ipogonadismo, alle compromissioni
cognitive, all'obesità e alla sua complicanza.
La SFERA EMOTIVA
è notevolmente fragile con crisi di rabbia in seguito a frustazione,
atteggiamenti ossessivi e compulsivi, scarso controllo
dell'aggressività, immaturità, improvvisi cambiamenti d'umore,
testardaggine, linguaggio ripetitivo, impulsività, autolesionismo,
labilità emotiva, difficoltà ad accettare i cambiamenti nella routine
quotidiana.
Il 69% degli adolescenti e 81% degli adulti con SPW
presenta comportamenti autolesivi (SIB) lo SKIN PICKING. Le aree
corporee maggiormente interessate sono le gambe (42%) e le braccia
(39%).
Le manifestazioni ossessive più frequenti sono: - grattarsi violentemente la pelle - il bisogno di parlare o di chiedere insistentemente - ordinare e riordinare oggetti,vestiti,luoghi secondo specifiche regole: taglia, colore e forma. - intolleranza all'imperfezione, - bisogno di simmetria, - esattezza e uniformità nella routine
I comportamenti ripetitivi sono: - lavarsi continuamente i capelli - farsi più volte la doccia - cura e pulizia animali domestici
L'importanza
di una diagnosi precoce è possibile per attuare tempestivamente
programmi di intervento terapeutici e abilitativi migliorando la
qualità della vita tale da permettere un raggiungimento del benessere
psicofisico e un inserimento sociale e il ripristino delle relazioni
intra ed extra familiari. Il programma abilitativo, visto in
un'ottica interdisciplinare va adattato alle problematiche della
sindrome nelle diverse fasi evolutive.
Il Dott. MAURIZIO ELIA (neurologo) ha parlato delle caratteristiche comportamentali nella sindrome di Prader-Willi
• “Fase ipotonica” (1° anno di vita) - cordialità - indolenza - affettuosità
“Fase iperfagica” (1-6 anni di vita) - temper tantrums - comportamento sociale inappropriato - autolesionismo (skin picking) - testardaggine - labilità dell’umore - impulsività - polemicità - depressione - ansia - disturbo ossessivo-compulsivo
Le caratteristiche comportamentali nell'adolescenza e nell'età adulta - tendenza a stare da soli - ipoattività - mancanza di energie o stancabilità - depressione severa - episodi psicotici
L’autolesionismo nella SPW • Su 61 soggetti con SPW, 81% con autolesionismo • Significativa correlazione tra età e numero di siti (sia nei soggetti con delezione che con UDP) • Non correlazione con il sesso • Nel gruppo con la delezione maggior numero di siti rispetto al gruppo con UPD • Non differenza di età o di sesso tra soggetti con SPW+ autolesionismo e SPW senza autolesionismo • Differenze di sede tra soggetti con SPW e soggetti con RM o altri disturbi dello sviluppo
In età adulta avanzata i disturbi adattivi e compulsivi si riducono significativamente.
A
seconda del genotipo, mediante uno studio, si sono visti delle
differenze comportamentali:i soggetti con UPD presentavano più spiccata
sintomatologia autistica (linguaggio, comunicazione,immaginazione,
interessi) e maggiori deficit in test di controllo motorio e minori
abilità adattive.
Un programma comportamentale globale che
comprenda un ambiente di vita strutturato,con una psicoterapia di
gruppo e il trattamento psicofarmacologico è efficace nel migliorare i
problemi comportamentali degli adolescenti con spw.
Le tecniche di intervento generale nella gestione comportamentale: • Fornire limiti e routine chiari e coerenti nei vari setting della vita quotidiana • Offrire aiuto “extra” mediante transizioni (ad es., tra un’attività e l’altra) e facendo sì che le persone si
stacchino dalle compulsioni (ad es., dare ampio preavviso, usare
suggerimenti speciali, usare una programmazione comportamentale) • Basare il curriculum scolastico sul profilo dei punti di forza e di debolezza dello studente • Aumentare la frequenza dell’attività di educazione fisica adattata • Eseguire terapia del linguaggio per migliorare l’articolazione e le abilità pratiche • Prendere in considerazione la terapia occupazionale per l’ipotonia e per sviluppare le abilità della vita quotidiana • Prendere in considerazione il training sulle abilità sociali
Le tecniche di intervento nella gestione comportamentale per l'iperfagia: Fornire
stretta supervisione sull’assunzione del cibo nei vari setting della
vita quotidiana (ad es., al refettorio scolastico, al parco-giochi, al
lavoro, a casa, in comunità) • Implementare una dieta ipocalorica (1200 calorie circa/die, assicurare un adeguato introito di calcio) • Misurare periodamente il peso • Assicurare la partecipazione ad esercizi regolari o ad attività fisica sostenuta (fino a 30 min al giorno) • Utilizzare le modificazioni ambientali necessarie (ad es., lucchetti ad armadi o frigoriferi) • Incoraggiare un appropriato “decision making” e l’indipendenza in aree della vita non legate al cibo • Prendere in considerazione il trattamento con GH per l’ipotonia, per aumentare l’altezza e la massa muscolare
ll topiramato nella SPW
•
Valutazione in aperto di 7 pazienti con SPW: effetto positivo nel
ridurre i comportamenti autolesivi, nel migliorare l’umore e nello
stabilizzare il peso • Descrizione di 8 soggetti adulti con SPW in cui migliora l’autolesionismo con il TPM usato per 8 settimane
Cautele generali nell'uso di psicofarmaci nella SPW: • possibilità di risposte esagerate e/o prolungate a qualsiasi f. sedativo • preferibile, quando possibile, la monoterapia (evitare le interferenze) • attenzione in caso di anestesia per interventi chirurgici! (proposto sevoflurano, Rinaldi et al., 2002) • molti psicofarmaci favoriscono l’obesità (TCA, neurolettici classici, olanzapina, acido valproico, etc.)
Quali prospettive per il futuro della Neurofarmacologia della SPW? • approfondire le conoscenze neurochimiche su modelli animali e sull’uomo •
valutare, su scala nazionale, mediante questionari specifici : n.ro di
soggetti in trattamento, tipo di terapia, efficacia, EC,etc. • progettare più studi neurofarmacologici di tipo controllato, in DC su soggetti con SPW (ruolo delle ssociazioni!) •
quantificare l’efficacia dei singoli farmaci sui singoli
“endofenotipi”, mediante scale standardizzate iperfagia,
DOC,aggressività, etc.)
In conclusione ha parlato Luigi
Parisi il Presidente Dell'Associazione Siciliana per l'aiuto ai
soggetti con la Sindrome di Prader Willi, spiegando l'importanza del
lavoro che svolge l'Associazione nei confronti delle famiglie affette
dalla Sindrome. L'Associazione si propone anche di favorire con ogni mezzo la ricerca medica e la conoscenza della malattia. L'unico
punto di forza per andare avanti è l'amore verso i nostri figli e per
Luigi Parisi la figlia, che alla conclusione del Congresso ci ha
deliziato di una sua foto.
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 | | La ricerca
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Obesità: gomma da masticare per dimagrire
Una gomma da masticare
(chewing gum) potrebbe essere la nuova arma che le persone in
sovrappeso, o obese, avranno a loro disposizione per perdere i chili di
troppo e iniziare a dimagrire. L'idea del chewing gum che consentirà di
dimagrire masticando è venuta ad alcuni ricercatori inglesi
dell'Imperial college of London il cui progetto verrà finanziato dalla
Wellcome Trust britannica, la più grande organizzazione non governativa
mondiale a supporto della ricerca medica e dell'informazione del
cittadino sostenuta esclusivamente da donazioni private.
L'Imperial
college, oltre ad aver ottenuto un finanziamento da 2,2 mln di sterline
per la gomma da masticare anti obesità, si è aggiudicata anche altri
due premi che si aggirano sullo stesso importo, uno di questi sarà
utilizzato per uno spray nasale che aiuterà a controllare meglio
l'appetito agendo su un ormone che regola la fame, il polipeptide
pancreatico (PP, detto anche GIF: Growth Inhibiting Factor; oppure hPP:
human Pancreatic Polipeptide).
Anche alla base della gomma da
masticare c'è il polipeptide pancreatico. Gli esperi spiegano che le
proprietà del PP erano note già da tempo, quello che però ha limitato
la sperimentazione su questa sostanza era il fatto che essendo un
ormone naturale non poteva essere brevettato. Steve Bloom, professore
dell'Imperial College e coordinatore dello staff di ricerca che
realizzerà la gomma da masticare, spiega che grazie a questa nuova
invenzione non si avranno gli effetti collaterali sperimentati da chi
fa uso di altri farmaci contro l'obesità.
Il polipeptide
pancreatico, secreto dal pancreas alla fine di ogni pasto, inviando un
segnale al cervello avverte che lo stomaco è pieno. Steve Bloom
evidenzia che tale ormone, pur essendo rilasciato naturalmente
dall'organismo alla fine di ogni pasto, non è prodotto in ugual
quantità in tutti gli individui, si è riscontrato che più si è in
sovrappeso meno se ne produce.
L'esperto spiega che dall'analisi
di alcuni pazienti che presentavano un tumore benigno al pancreas, una
patologia che porta a secernere una grande quantità di polipeptide
pancreatico, si è riscontrato un calo di consumo di cibo pari al 15-25
per cento. I ricercatori, esaminate le potenzialità del PP, si sono
messi a lavoro per individuare il vettore ottimale che potesse
trasportare la molecola, in seguito a diverse analisi che hanno preso
in considerazione le caratteristiche della sostanza hanno portato a
considerare una gomma da masticare il mezzo migliore.
Masticando
il chewing gum a base di polipeptide pancreatico, al cervello arriva il
segnale di sazietà e si limita di conseguenza l'ingestione di cibo.
L'esperto spiega che si tratterà comunque di un farmaco venduto dietro
prescrizione medica, i dosaggi varieranno in base alle varie fasi, il
dietologo valuterà caso per caso ogni paziente iniziando con dosaggi
superiori che verranno diminuiti ma mano che si procede con la terapia.
TRATTO DA: UNIVERSO ON LINE 22/01/2007
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 | | News
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Nuove molecole terapeutiche, che rappresentano un nuovo tipo di
approccio per la terapia del diabete mellito di tipo 2, sono
attualmente in fase di studio. Il GLP-1 (di cui ci siamo già occupati
nel numero 2 di DiabeteNews) è un ormone prodotto naturalmente
dall'intestino, in grado di esercitare numerosi effetti favorevoli sul
controllo della glicemia post-prandiale. La secrezione di tale ormone,
stimolata dagli alimenti, si accompagna ad molteplici effetti:
rallentamento dello svuotamento gastrico e dell'assorbimento dei
carboidrati, aumento del senso di sazietà e stimolazione della
produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas. Questi
effetti rappresentano una potenzialità terapeutica molto interessante,
in special modo nel diabete di tipo 2. Sono state preparate diverse
formulazioni sintetiche dell'ormone, in grado di corrispondere meglio a
requisiti di tipo farmacologico: facilità di somministrazione ed
adeguata permanenza ed efficacia nell'organismo.
Una
formulazione con durata d'azione ancora breve, conosciuta come exendin
4, rappresenta una delle forme sintetiche più studiate. Le azioni, come
abbiamo detto sopra, rispecchiano quelle del GLP-1: è stato dimostrato
sia il rallentamento dello svuotamento gastrico con assorbimento più
lento dei carboidrati, che la stimolazione della secrezione di
insulina. L'aumento del senso di sazietà dopo i pasti sembra dovuto a
segnali specifici a livello del sistema nervoso centrale (in alcuni
nuclei del cervello che controllano l'assunzione di cibo), può condurre
ad un utile decremento del peso corporeo nel paziente.
L'importanza
di questi studi, dal punto di vista del paziente, è rappresentata anche
dalla possibilità di utilizzare efficacemente vie di somministrazione
più gradite al paziente, come quella orale o inalatoria.
Tratto da Diabete news
http://www.alfediam.org/breves/affiche_bre...?oid_breve=1115
Ex-4 potrebbe costituire un'opzione terapeutica per la sindrome di Prader-Willi
L'exendine-4 diminuisce i tassi di grelina nei ratti a digiuno.
La
grelina è un ormone orexigenico (= che stimola l'appetito) e
adipogenico che agisce sul deposito adiposo e sulla sensazione di fame
nel decorso dell'obesità. Dunque l'ipergrelinemia sembra incoraggiare
la presa di cibo nella sindrome PW. L'EX-4 è un antagonista del
ricettore del GLP-1 (glucagone like peptide) che possiede delle
proprietà anoressigene e riduce i depositi adiposi. Un recente
studio riporta che l'EX-4 riduce i tassi di grelina fino al 74% dei
ratti a digiuno. Questo effetto, che è dose dipendente e si prolunga
nel tempo (fino a 8 ore), può essere rilevato dopo la somministrazione
centrale o periferica di EX-4. La soppressione della grelina non è
né imitata dal GLP1 (7-36)-NH(2), né bloccata dall'antagonista del
GLP-1r, EX-(9-39). Quest'effetto è inoltre indipendente dai tassi della
leptina e dell'insulina. La diminuzione di grelina, indotta
dall'EX-4 potrebbe svolgere la riduzione della presa di cibo nei ratti
a digiuno, giustificando gli effetti anoressinici più importanti
dell'EX-4 rispetto a quelli del GLP1. Allo stesso modo in cui gli
effetti di EX-4 sono benefici nel diabete di tipo 2, anche gli effetti
di EX-4 sulla grelina incitano a speculare sul fatto che l'EX-4
potrebbe rappresentare un'opzione terapeutica per la sindrome di PW e
le altre sindromi caratterizzate da quantità importanti di grelina in
circolo.
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 | | Dipartimento di Chirurgia Pediatrica di Palidoro dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma
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Dipartimento di Chirurgia Pediatrica di Palidoro dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma
La
Sindrome di Prader-Willi rappresenta la forma più comune di obesità
patologica su base genetica, con una incidenza di circa 1 ogni 10.000
nati vivi. Il ridotto consumo energetico tipico della patologia
contribuisce allo sviluppo dell’obesità, ma l’iperfagia rappresenta il
maggiore fattore responsabile dell’eccesso ponderale.
La
drammaticità del quadro sindromico ha spinto verso la ricerca di forme
alternative di trattamento, tese ad ottenere una drastica riduzione
dell’eccesso di peso corporeo, con ridimensionamento delle complicanze
e, quindi, un miglioramento della prognosi quoad vitam: l’intervento
chirurgico di diversione biliopancreatica, finalizzato a creare una
sorta di malassorbimento artificiale, riducendo drasticamente il
contatto degli alimenti con i succhi gastrici; il trattamento mediante
posizionamento di pallone intragastrico.
Decisamente
meno invasivo, questo secondo trattamento consiste nel posizionamento
endoscopico, nella cavità gastrica, di un pallone in silicone
(Bioenterics Intragastric Balloon - BIB), che viene comunemente
utilizzato nei pazienti con obesità essenziale nei quali possono essere
ottenuti buoni risultati in circa il 70-80% dei casi.
Nel
triennio 2002-2004 sono stati reclutati 10 pazienti affetti da Sindrome
di Prader-Willi (con età media di 14,4 anni) geneticamente accertata,
con BMI>50 o BMI>40, in caso di patologie concomitanti
particolarmente severe o invalidanti, nei quali è stato posizionato il
palloncino intragastrico (BIB).
Tutti i pazienti hanno mostrato una buona tolleranza al presidio.
Alla valutazione a 6 mesi, tutti i pazienti hanno presentato un calo ponderale significativo, pari in media a 15,6 kg.
L’esame
MOC_DEXA ha mostrato un evidente decremento della massa grassa. Solo in
due casi è stato necessario riposizionare il BIB; solo in un caso si è
successivamente proceduto ad intervento chirurgico. Nel complesso, la
valutazione dell’innovazione introdotta è soddisfacente, anche in
considerazione dell’ottima accettazione del trattamento da parte dei
pazienti e dei genitori.
Direzione Sanitaria
articolo tratto da OBGNotizie – Agosto/Settembre 2006
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